
Il secondo fotografo al matrimonio: quando cambia davvero le foto
Una voce del preventivo che quasi nessuno vi spiega
Prima una domanda di budget, poi di fotografia
Il secondo fotografo compare nei preventivi come una riga in più e quasi nessuno vi spiega che cosa ci sta dentro. Costa, quindi la domanda giusta non è se sia meglio essere in due, ma che cosa cambia nel vostro matrimonio. In certe giornate cambia moltissimo. In altre non cambia niente, e chi ve lo vende lo stesso vi sta vendendo una presenza in più, non fotografie migliori.
Dopo trent'anni di lavoro e oltre cinquemila matrimoni documentati, la risposta dipende quasi sempre da tre cose: quante persone ci sono, quanti posti diversi toccate e quanto è stretta la scaletta.
Che cosa fa il secondo fotografo mentre il primo lavora?
Non fa le stesse fotografie da un metro più in là. Sta dall'altra parte. Mentre il primo è davanti agli sposi e segue quello che succede al centro, il secondo guarda i lati: la faccia di vostra madre durante le promesse, gli amici in fondo alla navata, le mani degli invitati, il bambino che si gira proprio adesso.
Il momento in cui si vede meglio è l'ingresso in chiesa. Uno sta davanti e riceve la sposa, l'altro è dietro e la segue: nello stesso minuto avete il volto e la scena, e non dovete scegliere. Da soli si sceglie sempre, e qualcosa resta inevitabilmente fuori.
Poi c'è la questione banale del tempo. In due, mentre uno chiude le foto di gruppo, l'altro è già fuori a preparare i ritratti degli sposi con la luce che c'è adesso e non con quella di un'ora dopo. Sui tempi della giornata vale la pena leggere anche come lavoriamo, dove la scaletta è spiegata passo per passo.
Quando il secondo fotografo serve davvero
Cinque situazioni concrete, non principi generali
Preparativi in due case lontane
Se lei si prepara a Trani e lui a Bisceglie, con un fotografo solo qualcosa si taglia. O si comincia molto presto, oppure i preparativi dello sposo diventano una corsa di pochi minuti. In due si coprono tutte e due le case con calma, e si arriva in chiesa senza affanno.
Quando gli invitati sono tanti
Oltre un certo numero di persone la festa smette di essere seguibile da chi è solo. Mentre uno è sul taglio della torta, gli altri tavoli vivono e nessuno li sta guardando. In due il racconto della sala non ha buchi. Quanti siano troppi dipende anche da com'è fatta la sala: se ne parla al primo incontro, con la lista degli invitati davanti.
Cerimonia lunga e affollata
Una messa completa, in una chiesa grande, con gli invitati che riempiono la navata: da un solo punto non si copre. Il secondo fotografo tiene il controcampo, cioè quello che gli sposi durante il rito non possono vedere e che vorranno vedere dopo.
Scaletta stretta fra rito e ricevimento
Quando fra l'uscita e l'ingresso in sala resta pochissimo tempo, in due si guadagnano minuti veri: uno resta con gli invitati e con gli auguri, l'altro va avanti e prepara il posto dei ritratti.
Location grandi o su più livelli
Una masseria con corte, uliveto e sala interna, oppure un castello con più ambienti: sono posti dove le cose accadono contemporaneamente in stanze diverse, e chi lavora da solo deve per forza sceglierne una.
Quando non serve, e ve lo diciamo noi
Un matrimonio con pochi invitati, tutto in un posto solo, con una scaletta larga, non ha bisogno di due fotografi. Ha bisogno di uno che stia lì tutto il giorno e conosca il posto. Aggiungere una persona non aggiunge fotografie: aggiunge un'altra macchina fotografica dentro le inquadrature.
Vale anche per le cerimonie civili brevi. Un rito di pochi minuti in una sala piccola si copre benissimo da soli, e in due si finisce per stare uno nel campo dell'altro senza guadagnare nulla.
C'è poi un caso in cui il secondo operatore serve, ma non è un secondo fotografo: è chi si occupa del video. Sono due lavori diversi e non si sostituiscono a vicenda, come raccontiamo in fotografo e videomaker.
Come lavorano due fotografi senza pestarsi i piedi
Non basta essere in due, bisogna essersi divisi il lavoro prima. Siamo una squadra piccola e fissa: con noi lavora Nicola Curci, non un nome trovato all'ultimo momento, ma una persona con cui condividiamo lo stesso modo di guardare le cose e le stesse abitudini in chiesa.
La divisione si fa prima, sulla scaletta: chi sta davanti e chi dietro all'ingresso, chi segue gli invitati mentre l'altro è sugli sposi, chi resta in sala quando si esce per i ritratti. Il giorno stesso non si discute, si esegue.
La post produzione poi rientra in un flusso solo. La selezione finale e le correzioni le segue personalmente Luciano, così l'album non lascia capire da quale macchina viene ogni scatto: è un racconto unico, non due servizi cuciti insieme.

Quanto incide sul preventivo?
Il secondo fotografo è una delle voci che determinano la cifra dentro la fascia da 1.500 a 3.000 euro, perché è una giornata di lavoro di una persona in più, a cui si aggiunge il tempo di selezione degli scatti che porta a casa. Quello che vi conviene chiedere non è lo sconto: è se nel vostro caso serve.
Un consiglio pratico: fatevi fare il preventivo nelle due versioni, con e senza, sullo stesso servizio. Vedere la differenza in cifre accanto alla differenza in copertura è il modo più onesto per decidere. Come si compone il conto è spiegato voce per voce nella pagina dei prezzi del matrimonio.
Se il budget è quello che è, prima di aggiungere una persona valutate se quei soldi rendono di più altrove: un album stampato bene, oppure il video. Sono scelte diverse e ognuna toglie qualcosa all'altra. La cosa utile è deciderlo insieme al fotografo, guardando la vostra giornata e non un listino.
Domande sul secondo fotografo
Il secondo fotografo consegna foto separate?
No, le fotografie arrivano insieme in un'unica selezione. Non ricevete due gallerie: ricevete un racconto solo, con dentro anche i punti di vista che il primo fotografo non poteva avere. La differenza si vede nel numero di momenti coperti, non nello stile.
Con due fotografi si è più invadenti?
Di solito no, anzi. Essendo in due nessuno dei due deve correre da una parte all'altra della sala o mettersi in mezzo per non perdere un momento. Chi lavora in reportage sta più lontano proprio perché sa che il resto è coperto.
Posso aggiungerlo dopo aver firmato?
Di solito sì, se lo dite con un po' di anticipo: dipende dalla disponibilità di quella persona per la vostra data. Il momento migliore per deciderlo è quando si definisce la scaletta, perché è lì che si capisce se serve.
Come capisco se il secondo fotografo è bravo?
Guardate un matrimonio intero, non le foto migliori sparse in giro. In un servizio completo si vede subito se i due punti di vista stanno insieme o sembrano due lavori diversi. Nel portfolio trovate giornate intere, dai preparativi alla festa.
Ve lo diciamo noi se serve
Mandateci data, numero di invitati e i luoghi della giornata: vi rispondiamo con la versione onesta, anche quando è la più economica.











