
Le domande da fare prima di scegliere il fotografo di matrimonio
Prima di firmare
Un incontro, non un catalogo
Sceglierete il fotografo del vostro matrimonio guardando delle foto. È normale, ed è anche il modo più rapido per sbagliare: quello che vedete online è la selezione migliore di anni di lavoro, e una bella selezione la sanno mettere insieme quasi tutti. La differenza fra un fotografo e l'altro si vede altrove.
Dopo trent'anni e oltre cinquemila matrimoni documentati sappiamo quali domande, quando ce le fanno, ci dicono che davanti abbiamo una coppia che ha già parlato con qualcun altro e sta confrontando sul serio. Sono otto. Fatele a tutti quelli che incontrate, noi compresi, e mettete le risposte una accanto all'altra.
Perché guardare un matrimonio intero e non il meglio di venti?
Il portfolio è una vetrina: serve a capire lo stile, non la tenuta. Chiedete di vedere la consegna completa di un matrimonio simile al vostro, stessa stagione, stessa ora di cerimonia, chiesa o comune, ricevimento al chiuso o all'aperto. Nessuno dovrebbe avere problemi a mostrarvela, con il permesso della coppia.
Dentro una consegna intera si vedono le cose che una selezione nasconde: come sono i ritratti di famiglia, come è gestita la penombra della navata, se il ricevimento è raccontato davvero o liquidato con dieci scatti, se le foto di sera reggono. Il nostro portfolio di matrimoni serve al primo colpo d'occhio; il resto lo mostriamo di persona, perché va guardato con calma.
Le otto domande
Annotate le risposte: dopo tre incontri, a distanza di due settimane, non le ricorderete.
Chi verrà, esattamente?
Nei team più grandi chi vi riceve spesso non è chi lavora il vostro giorno. Chiedete nome e cognome, e chiedete di vedere il lavoro di quella persona, non quello dello studio. Noi siamo in tre e ci si conosce tutti, quindi il nome ve lo diciamo alla firma.
Che cosa succede se piove?
La risposta speriamo di no non è una risposta. Chi lavora in Puglia da anni ha già in testa i portici, gli androni, le sale, i controluce sotto la pioggia. Chiedete che cosa hanno fatto l'ultima volta che è successo davvero, e fatevi mostrare quelle foto.
Quante ore state con noi, e da quando?
L'orario di inizio e quello di fine devono stare nel preventivo. Fra arrivare ai preparativi della sposa alle nove e arrivare alle undici ci sono venti pagine di album di differenza, e non si recuperano.
Che cosa consegnate, e in che forma?
File, galleria, album, stampe: chiedete l'elenco scritto. Sul numero di scatti non fissatevi, perché conta la selezione e non il conteggio; è una risposta che si valuta guardando, non contando.
Come mettete al sicuro i file?
Doppia scheda nella macchina fotografica, doppio salvataggio a fine giornata, copie in posti diversi. È una domanda tecnica che mette in difficoltà i dilettanti e che i professionisti si aspettano da anni.
Che cosa c'è scritto nel contratto?
Deve esserci un contratto e deve essere leggibile. Le voci che non possono mancare, dagli orari alla sostituzione degli operatori, le abbiamo elencate in contratto del fotografo di matrimonio.
Il prezzo comprende che cosa, e che cosa no?
Fatevi dire le esclusioni, non solo le inclusioni: è lì che nascono le sorprese. La nostra fascia e le voci che la muovono stanno nella pagina dei prezzi del matrimonio.
Possiamo vedervi lavorare prima?
Un servizio prematrimoniale è anche una prova generale: un'ora davanti all'obiettivo vi dice se vi trovate bene con quella persona molto meglio di qualsiasi colloquio in studio.

Lo stile si sceglie, il metodo si verifica
Reportage, ritratto, editoriale: le etichette dicono poco, perché oggi quasi tutti si dichiarano reportage. Noi lavoriamo davvero così, senza pose costruite, ma non è la parola a garantirlo. Lo garantisce il modo in cui la giornata viene preparata prima.
Un fotografo che vi chiede la scaletta, l'ora esatta della cerimonia, dove si fa l'aperitivo, quanti nonni ci sono e chi non deve stare nella stessa foto, sta già lavorando. Uno che vi dice poi vediamo sul posto vi sta dicendo che improvviserà, e in una giornata di dodici ore l'improvvisazione costa cara.
Il nostro modo di progettare la giornata insieme agli sposi è descritto in come lavoriamo al matrimonio: è la parte del servizio che nessuno vede nelle foto e che decide come vengono.
Come si verificano le risposte?
Le parole in un incontro sono facili. Ci sono tre controlli che costano cinque minuti. Il primo sono le recensioni, ma lette e non contate: cercate quelle che raccontano un problema e come è stato risolto. Noi ne abbiamo 168 verificate, con media 4,81 su 5, e le trovate raccolte nella pagina delle recensioni degli sposi.
Il secondo controllo: chiedete a chi si è sposato di recente nella vostra zona, non ai gruppi generici. Il terzo: guardate le foto di matrimoni fatti nella vostra stessa location, se esistono. La luce di una chiesa o di una sala non cambia molto da un anno all'altro, e vedere come è stata risolta vale più di un'ora di chiacchiere.
C'è infine un segnale a cui dare peso: la fretta. Chi vi mette pressione per firmare in giornata ha una data da vendere e non ha ancora capito che matrimonio volete. Un professionista con l'agenda piena vi dice tranquillamente quando scade la disponibilità, e vi lascia decidere.
Guardate come si muove chi vi fotograferà
Un estratto dei nostri lavori: dice più di dieci foto scelte a mano.
Le domande che ci arrivano prima della scelta
Quanto tempo prima si prenota il fotografo?
Per i sabati di maggio, giugno e settembre in Puglia le agende si riempiono con largo anticipo, spesso oltre un anno prima. Per le date meno richieste c'è più margine. La regola pratica è semplice: prima la location, poi subito il fotografo, perché entrambi vendono lo stesso giorno a una coppia sola.
Conviene incontrare più fotografi?
Sì, due o tre bastano. Oltre si comincia a confondere le proposte e si finisce per scegliere sul prezzo, che è l'ultimo criterio utile. Portate a ogni incontro le stesse domande e le stesse informazioni sulla giornata, altrimenti confrontate cose diverse.
Meglio un fotografo della zona o uno che viene da lontano?
Conta l'esperienza nei luoghi, non la residenza. Chi lavora spesso fra Trani, Barletta, Andria e Bisceglie sa già come è messa la luce in quelle chiese e in quelle sale, e questo si traduce in tempo risparmiato il giorno del matrimonio. Se scegliete qualcuno da fuori, chiedete se farà un sopralluogo.
E se una volta consegnate le foto non ci piacciono?
Il momento per accorgersene è prima, guardando una consegna completa. Dopo si può intervenire sulla selezione e su qualche ritocco, ma lo stile non si cambia in post-produzione. Per questo insistiamo sull'incontro: si sceglie una persona, non un filtro.
Portateci le vostre otto domande
Un incontro senza impegno, di persona o in videochiamata: ci raccontate la giornata, vi diciamo che cosa serve davvero.


