
Che cosa deve contenere il contratto del fotografo di matrimonio
Prima della firma
La pagina che nessuno legge
Il contratto è la parte del matrimonio che nessuno ha voglia di leggere. È anche l'unica che vi serve quando qualcosa va storto: una data spostata, un fotografo che si ammala, file che arrivano tardi, una vostra foto pubblicata dove non volevate.
Non siamo avvocati e questo non è un modello da copiare. È l'elenco delle voci che, in trent'anni di matrimoni, abbiamo visto fare la differenza fra un problema risolto in mezz'ora e una discussione che finisce male. Leggetelo con il preventivo davanti, riga per riga.
Perché un preventivo non basta?
Un preventivo dice quanto costa. Un contratto dice che cosa succede. Sono due documenti diversi anche quando stanno sullo stesso foglio: la parte economica è la più semplice da scrivere ed è la meno utile quando arriva un imprevisto.
Attenzione anche alla forma. Uno scambio di messaggi non è un contratto, e non lo è nemmeno una mail con un preventivo allegato: manca la firma di entrambe le parti. Il minimo è un documento firmato da tutti e due, con i dati fiscali di chi emetterà fattura. Se dall'altra parte non c'è una partita IVA, chiedetevi chi risponde se il giorno del matrimonio non si presenta nessuno.
Una regola che vale sempre: quello che vi hanno promesso a voce e non compare nel testo, per il contratto non esiste. Non è sfiducia, è ordine. Chi lavora bene si aspetta che glielo chiediate e in genere ha già il modulo pronto.
Le voci sul servizio
Se una di queste manca, non è un cavillo: chiedete di aggiungerla prima di firmare.
Chi sono le parti
Nome e cognome di entrambi gli sposi, ragione sociale e partita IVA di chi fotografa. Sembra ovvio e non lo è: molti moduli riportano solo il nome commerciale dello studio, che non è un soggetto giuridico.
Data, orari, luoghi
Giorno, ora di inizio, ora di fine indicativa, indirizzi. L'orario di fine è la voce che genera più discussioni: fatelo scrivere insieme alla regola per le ore aggiuntive e a quanto costano.
Chi lavora quel giorno
Numero di operatori e, dove possibile, i nomi. Se il contratto prevede la facoltà di sostituire una persona, deve dire con chi e a quali condizioni, non lasciarlo generico.
Che cosa è incluso e che cosa no
L'elenco delle esclusioni vale più di quello delle inclusioni: prematrimoniale, seconda location, album per i genitori, stampe, trasferta oltre una certa distanza, pasto degli operatori. Le sorprese nascono tutte lì.
La consegna
Forma, supporto e termine, per iscritto. Non in tempi brevi: una data, con la tolleranza e con che cosa succede se salta. Sul contenuto della consegna abbiamo scritto a parte in quante foto consegna un fotografo.
Le voci che contano quando qualcosa va storto
Sono le clausole che non si leggono mai alla firma e si leggono tutte dopo.
Acconto, saldo e rinvio
Quanto si versa alla firma, quando si versa il resto e soprattutto che cosa succede all'acconto se il matrimonio slitta o salta. Gli ultimi anni ci hanno insegnato che la clausola sul rinvio è quella che poi si legge davvero.
Conservazione e backup dei file
Come vengono messe in sicurezza le immagini e per quanto tempo restano nell'archivio del fotografo. Dopo la consegna l'archivio non è eterno: fatevi dire la durata e nel frattempo fate le vostre copie.
Uso delle immagini
Sono due permessi diversi: quello che date voi per la pubblicazione su sito e social, e quello che vi viene dato per stampare e condividere. Il primo potete limitarlo, ed è legittimo: si possono escludere i volti dei bambini, i preparativi o l'intero matrimonio.
Se il fotografo non può venire
Malattia, incidente, guasto grave all'attrezzatura. Un contratto serio prevede la sostituzione con un professionista di pari livello oppure il rimborso, e lo scrive in modo esplicito con i termini.
Recesso e reclami
Come si disdice, con quali termini e con quali penali, e a chi ci si rivolge se qualcosa non va. Anche solo un indirizzo mail dedicato ai reclami cambia il tono di una discussione.
Le clausole su cui vale la pena discutere
Il contratto lo scrive il fotografo, ma non è una legge dello Stato. Tre punti si negoziano quasi sempre, e chiederlo non vi mette in cattiva luce.
L'uso delle immagini. Se non volete che il vostro matrimonio finisca online, potete dirlo e va messo per iscritto. Da parte nostra il permesso lo chiediamo, non lo diamo per scontato: una parte del nostro lavoro vive nel portfolio, ma la decisione resta vostra. Se qualcuno lega uno sconto al permesso di pubblicare, deve dirvelo chiaramente e scriverlo nel documento.
Le ore aggiuntive. Le feste si allungano quasi sempre. Meglio sapere prima quanto costa un'ora in più che discuterne a mezzanotte con la sala che balla.
La sostituzione degli operatori. Se avete scelto una persona per il suo modo di lavorare, chiedete che il contratto lo riconosca e preveda un'alternativa concordata, non un nome qualsiasi deciso all'ultimo.

Quando si firma?
Quando la data è certa e la location è bloccata. Il contratto del fotografo segue quello della sala di pochi giorni, perché entrambi vendono lo stesso giorno a una coppia sola e chi arriva secondo trova la data occupata.
Prima della firma, però, l'incontro va fatto: le domande da portare le abbiamo raccolte in come scegliere il fotografo di matrimonio. E il preventivo va letto insieme al contratto, non prima: le cifre si capiscono solo sapendo che cosa coprono. La nostra fascia e le voci che la spostano stanno nella pagina dei prezzi.
Un'ultima cosa pratica: tenete una copia firmata in digitale e una su carta, e mandatela anche a chi vi aiuta con l'organizzazione. Il giorno del matrimonio nessuno ha voglia di cercare un allegato in una chat di due anni prima. Altre risposte sul nostro modo di lavorare stanno nelle domande frequenti.
Domande sul contratto
Posso chiedere di modificare il contratto?
Sì. Un professionista serio si aspetta domande sul contratto e non si offende se chiedete di aggiungere una riga. Le modifiche vanno messe nel documento firmato da entrambi, non concordate in chat e poi dimenticate.
Che cosa succede se il fotografo si ammala il giorno del matrimonio?
Deve essere previsto nero su bianco: sostituzione con un altro professionista di pari livello oppure rimborso, con i termini scritti. È la ragione pratica per cui uno studio con più fotografi ha un vantaggio su chi lavora da solo, perché la sostituzione è interna e concordata prima.
Devo firmare una liberatoria per la pubblicazione delle foto?
Serve un vostro consenso esplicito e revocabile, perché le immagini sono dati personali. Potete darlo pieno, limitarlo ad alcune parti della giornata o negarlo del tutto. Chiedete anche il contrario: che cosa potete fare voi con le foto, dalla stampa alla condivisione.
Serve un contratto anche per un servizio breve?
Sì, e paradossalmente serve di più: sui servizi brevi si tende a fare tutto a voce e poi ognuno ricorda cose diverse. Bastano una pagina e due firme, con orari, luogo, consegna e importo.
Il nostro contratto potete leggerlo prima
Ve lo mandiamo insieme al preventivo, con il tempo per leggerlo e per chiedere le modifiche che vi servono.








