
Il reportage del battesimo: dalla vestizione al pranzo, come lavoriamo
Newborn
Un'ora sola, e non si ripete
Un battesimo dura poco. Fra vestizione, rito e uscita dalla chiesa passa spesso meno di un'ora, e dentro quell'ora ci sono tre o quattro momenti che non tornano: l'acqua sulla testa, la candela accesa, il bambino che passa dalle braccia della mamma a quelle della madrina.
Per questo lo fotografiamo in reportage, come un matrimonio in miniatura: nessuna posa costruita durante il rito, molta attenzione a dove ci mettiamo, e la certezza di essere già in posizione quando il momento arriva.
Qui trovate com'è fatta una giornata di battesimo vista da dietro la macchina, e le poche cose che potete decidere voi per avere foto migliori. Se avete già la data e il nome della chiesa, scriveteci dai contatti e vi diciamo come organizzare la giornata.
Che cosa si fotografa, in ordine?
Il racconto comincia a casa, non in chiesa. La vestizione è la parte più tranquilla e spesso la più bella: la luce è quella della camera, i nonni arrivano, il bambino è ancora sveglio e curioso. La mezz'ora a casa vale quanto tutto il rito. Se il bambino ha poche settimane valgono anche qui le regole della seduta del neonato, stanza calda e nessuna fretta: come si svolge lo raccontiamo nell'articolo su quando fare il newborn.
Poi c'è l'arrivo in chiesa e l'attesa fuori, che è il momento in cui si incontrano tutti. Sono foto di persone, non di cerimonia, e a distanza di anni sono quelle che fanno ridere di più.
Il rito ha una scaletta fissa: accoglienza sulla porta, letture, unzione, acqua sul capo, candela, firma dei registri. Conoscere l'ordine è metà del lavoro, perché permette di essere già dalla parte giusta prima che le cose accadano.
Infine l'uscita, il riso o i confetti, e il pranzo. Al pranzo si torna a lavorare come a una festa: tavolate, torta, i bambini che scappano sotto le sedie.

Dove ci mettiamo durante il rito
In una navata ci si muove poco e si sceglie bene. Ci accordiamo prima con il parroco: quasi tutti chiedono di non salire sull'altare e di non usare il flash durante le preghiere, ed è una richiesta ragionevole che rispettiamo sempre.
Il posto migliore per l'acqua sul capo è di lato al fonte battesimale, leggermente più in basso, dalla parte da cui si vede il viso del bambino e non la schiena del sacerdote. Si decide nei primi due minuti, guardando da dove arriva la luce.
Se nello stesso rito ci sono più battesimi, cosa frequente, si lavora più stretti e si aspetta il proprio turno. In quel caso servono un teleobiettivo e molta pazienza, perché avvicinarsi non si può.
I momenti che non si ripetono
Se ne perdete uno, è perso.
L'acqua sul capo
Dura tre secondi. Il bambino spesso piange e quella faccia diventa la foto simbolo dell'intera giornata. Ci arriviamo con la macchina già impostata, senza dover correggere niente sul momento.
La candela accesa
Una fiamma piccola in una chiesa buia è un esercizio di esposizione che si prepara prima. È anche l'unica luce calda di tutto il rito, quindi vale la pena spenderci qualche scatto.
Il passaggio in braccio
A un certo punto il bambino passa a padrino e madrina. È un gesto di famiglia e va fotografato dalla parte dei volti, non da dietro le spalle.
L'uscita dalla chiesa
Il portone che si apre è un controluce violento: fuori c'è il sole pieno, dentro il buio. Si espone per i visi e si accetta che lo sfondo bruci, altrimenti restano tre sagome nere.
Com'è la luce dentro una chiesa?
Difficile, quasi sempre. Poca, che arriva dall'alto e da finestre lontane, mescolata a lampade gialle. Un neonato vestito di bianco su un fondo di pietra scura è una delle situazioni più scomode che esistano: il vestito tende a bruciare e il viso a scurirsi.
Si lavora con obiettivi luminosi e senza flash durante il rito. Il flash lo teniamo per l'uscita e per il pranzo, dove serve davvero. Le chiese della zona sono molto diverse fra loro: alcune hanno finestroni laterali che regalano una luce bellissima, altre restano buie a ogni ora.
Se il battesimo si celebra nella Cattedrale di Trani, la luce cambia parecchio a seconda dell'ora: nella pagina dedicata trovate come si comporta durante la giornata.
Che cosa potete decidere voi
Poche cose, ma pesano.
L'orario. Un battesimo alle undici del mattino ha luce forte all'uscita e ombre dure sui volti; uno del pomeriggio ha luce più bassa e più gentile, e lascia il tempo per due foto di famiglia fuori. Se potete scegliere, scegliete il pomeriggio.
Il tempo a casa. Chiedeteci di arrivare con largo anticipo, prima che si esca per la chiesa: è l'unico pezzo di giornata in cui si può lavorare con calma.
Le foto di gruppo. Fatele subito dopo l'uscita, non al ristorante. Fuori dalla chiesa ci sono tutti; al ristorante metà degli invitati è già seduta e mezz'ora dopo non si alza più nessuno. Bastano dieci minuti e una persona di famiglia che chiami i gruppi ad alta voce.
Che cosa comprende il servizio e come si prenota sta nella pagina delle foto del battesimo a Trani.
Domande frequenti sul battesimo
Quanto dura il servizio di un battesimo?
Di solito si parte dalla vestizione a casa e si arriva alla torta al ristorante. Ci si può anche fermare all'uscita dalla chiesa, se preferite. Si decide prima, in base a com'è organizzata la giornata.
Si può fotografare durante il rito?
Sì, quasi sempre, ma con delle regole: si sta in silenzio, non si sale sull'altare, non si usa il flash. Il permesso lo chiediamo noi al parroco appena arriviamo. È una cortesia che serve anche a voi, perché evita richiami in mezzo alla cerimonia.
Si può fare anche una piccola seduta con il bambino da solo?
Sì, e conviene: qualche minuto a casa prima della vestizione, oppure nel giardino del ristorante prima di sedersi a tavola. Con un bambino di poche settimane si procede con le stesse attenzioni di una seduta newborn, senza fretta.
E se piange per tutto il tempo?
Succede spesso ed è giusto che finisca nelle foto. Un battesimo con un bambino che protesta è un ricordo vero, non un errore. Nel dubbio consegniamo entrambe le versioni: quella con la faccia arrabbiata e quella dei due secondi dopo.
Diteci la data e la chiesa
Con data, orario e nome della chiesa vi diciamo subito come organizzare la giornata e quanto tempo serve. Il primo confronto non impegna a niente.






