
Come si fanno le foto a un matrimonio di sera
Stagioni e luce
La giornata non finisce con il tramonto
In Puglia quasi nessun matrimonio finisce con la luce. La cerimonia sta ancora nel pomeriggio, l'aperitivo si prende l'ultima ora buona, poi il sole se ne va e restano ore di festa al buio. Il primo ballo, il taglio della torta, i saluti: la parte più libera della giornata si fotografa con lampadine, candele e faretti.
Le foto di un matrimonio di sera non sono foto di giorno con meno luce. Sono un mestiere a parte: cambiano i tempi, cambiano le distanze, cambia il modo di stare in mezzo alla gente. In trent'anni e oltre cinquemila matrimoni abbiamo imparato che la sera è il momento in cui si vede subito chi ha lavorato molto al buio e chi no.
Qui trovate che cosa succede davvero quando cala il sole, che aspetto avranno le vostre foto e le scelte che potete fare voi, quando organizzate la giornata, per renderle migliori. Il resto del nostro modo di lavorare da fotografo di matrimonio in Puglia sta nella pagina del servizio.
Perché la sera è la parte più difficile da fotografare?
Per tre motivi, tutti pratici. Il primo è la quantità di luce. Un cortile illuminato a lampadine sta parecchi stop sotto lo stesso cortile alle sei del pomeriggio: la macchina che nel pomeriggio lavora con un margine enorme, alle undici di sera lavora al limite, con il diaframma spalancato e il tempo tenuto corto quanto basta a non avere mosso.
Il secondo è il colore. Alla festa si mescolano luci diverse: le lampadine sono calde e arancioni, i faretti del buffet quasi bianchi, i led del service verdi, blu, viola, e cambiano ogni due secondi. La pelle prende il colore di quello che ha addosso. Una buona parte della post produzione serale serve proprio a rimettere ordine in questa confusione.
Il terzo è il movimento. La sera la gente balla, si abbraccia, ride, si muove in fretta. Di giorno un errore di mezzo secondo si recupera al giro dopo. Di sera no: o si ferma il momento quando accade, o è perso.
Che luce c'è davvero dopo il tramonto?
Nelle ville e nelle masserie della zona la luce serale è quasi sempre la stessa: filari di lampadine sopra il cortile, candele sui tavoli, faretti puntati sul buffet e sulla torta, il buio della campagna tutt'intorno. È una luce povera ma bella, e soprattutto è una luce che sta ferma: sappiamo dov'è prima ancora di arrivare. Ne parliamo anche nella pagina dedicata al matrimonio in masseria, dove il cortile illuminato è quasi sempre il set migliore della serata.
Le lampadine sono le alleate migliori. Sono calde, cadono dall'alto e, sfocate sullo sfondo, diventano punti luminosi che riempiono l'inquadratura. Per questo la sera lavoriamo spesso mettendovi le lampadine dietro, non davanti.
Chi festeggia in riva al mare ha un problema diverso: dopo il tramonto sull'acqua non resta niente, il fondo diventa nero e la luce va portata da noi. Si risolve, però va deciso prima, quando si stabilisce dove e a che ora si fanno i ritratti.

Con quali luci si lavora la sera?
Quattro sorgenti, ognuna con il suo mestiere.
Le lampadine appese
Sono la luce d'ambiente della festa e servono a due cose: illuminare appena i volti e riempire lo sfondo di punti caldi. Se il locale le spegne quando parte la musica, la serata perde metà del suo aspetto. Vale la pena chiedere prima che restino accese.
Le candele sui tavoli
Illuminano poco e raccontano molto. Funzionano da vicino: mani, brindisi, il viso di un bambino che guarda la fiamma. Non aspettatevi però ritratti di coppia a lume di candela: una fiamma sola non basta a due persone.
I faretti e i led del service
Sono i più difficili. Cambiano colore, lampeggiano, si accendono a tempo di musica. Durante il ballo diventano parte del racconto e vanno usati, non combattuti. Sul taglio della torta invece chiediamo quasi sempre una luce bianca ferma, anche solo per un minuto.
Il flash, dosato
Nel reportage il flash non serve a illuminare tutto: serve a fermare un gesto e a staccare le persone dal buio. Lo teniamo basso, spesso di lato, e non ve lo puntiamo in faccia mentre parlate con vostra nonna.
Come si fanno i ritratti al buio?
Con una luce sola e dieci minuti, non di più.
Il momento giusto arriva subito dopo la cena, quando la festa si prende una pausa naturale. Vi portiamo fuori dalla sala, in un punto individuato nel pomeriggio: un muro di pietra, un filare di ulivi, l'ingresso illuminato. Il buio dietro di voi non è un problema da risolvere, è lo sfondo.
Usiamo una luce piccola, portata da noi, tenuta di lato e vicina, perché una luce vicina è morbida. Il resto è vostro: state fermi qualche secondo, parlatevi, ridete per conto vostro. Dieci minuti bastano per portare a casa immagini che non somigliano a nessun'altra della giornata.
Se il tempo per i ritratti è poco, quei dieci minuti rendono più di mezz'ora al pomeriggio. Come costruiamo la scaletta della giornata lo spieghiamo nella pagina come lavoriamo.
E se il ricevimento è tutto al chiuso?
Cambia poco, e a volte cambia in meglio. Una sala ha soffitti e pareti: il flash può rimbalzare e la luce si distribuisce da sola. All'aperto non c'è niente su cui rimbalzare e ogni luce va costruita da zero.
Il problema delle sale sono i faretti a soffitto puntati verso il basso: fanno ombra sotto gli occhi e sotto il naso. Si risolve avvicinandosi, cambiando angolo e aggiungendo una luce bassa. È un lavoro invisibile, ma è quello che separa una foto di festa da una foto di sorveglianza.
Quando c'è anche il video il discorso si allarga: le luci continue del reparto video aiutano molto anche noi, e lavorare in due sulla stessa scena richiede accordi presi prima. Nella pagina del video di matrimonio trovate come mettiamo insieme le due squadre.
Guardatelo in movimento
Il formato verticale, come lo montiamo noi.
Tre cose da chiedere al locale
Domande brevi, che cambiano le foto della sera.
Le lampadine restano accese?
Molti locali spengono la luce d'ambiente quando parte la musica e lasciano solo i led colorati. Chiedete che le lampadine restino accese almeno fino al taglio della torta: è gratis e si vede in ogni foto.
Dove si taglia la torta?
Se la torta arriva in mezzo alla pista, sotto i led, il colore sarà quello che sarà. Se arriva in un punto con una luce bianca sopra e spazio intorno, le foto cambiano. Si decide in due minuti con il maître.
A che ora si balla?
Sapere l'orario del primo ballo ci permette di piazzare le luci prima e non durante. Vale anche per fuochi, sparkler e sorprese: se le sappiamo, le fotografiamo bene; se non le sappiamo, le rincorriamo.
Domande che ci fanno sul matrimonio di sera
Le foto scattate di sera vengono granulose?
Un po' di grana c'è, ed è normale: al buio si alza la sensibilità. La grana pulita però non disturba, somiglia alla pellicola. Quello che rovina una foto serale è il mosso e il colore sbagliato: è su quelli che lavoriamo.
Il flash dà fastidio agli invitati?
Se usato bene quasi non lo notano. Lo teniamo lontano dai volti che parlano, lo usiamo sul ballo e sui momenti forti, lo spegniamo quando la luce d'ambiente basta. In una serata intera si accende molto meno di quanto si immagini.
Conviene fare i ritratti prima del tramonto o dopo?
Se la scaletta lo permette, tutti e due: sono due serie diverse e nell'album stanno bene vicine. Se se ne può fare una sola, di solito consigliamo l'ora prima del tramonto e recuperiamo la sera con pochi scatti mirati.
Fino a che ora restate?
Si decide insieme quando progettiamo la giornata. La regola che seguiamo è restare su tutti i momenti salienti: se il vostro finisce con i fuochi alle due di notte, quella è la fine del servizio. Va messo per iscritto prima, non contrattato quella sera, e che cosa fa salire o scendere il costo lo spieghiamo nella pagina dei prezzi del matrimonio.
Raccontateci come finisce la vostra giornata
Orario del ricevimento, luogo, se il ballo è all'aperto: da queste tre risposte capiamo subito che cosa serve e fino a che ora restiamo.




