
Un matrimonio nei borghi di Puglia: come si fotografa la BAT
Borghi della BAT
Perché un borgo cambia le fotografie del matrimonio?
I borghi della provincia BAT non sono scenografie: sono paesi abitati. Il centro storico di Trani con il porto a due passi, il borgo antico di Barletta stretto intorno al castello, i vicoli di Bisceglie, la pietra alta di Minervino Murge e di Spinazzola, Canosa che poggia su duemila anni di strati. Quando ci si sposa lì, buona parte delle fotografie la fanno i muri: chiari, vicini, pieni di segni.
Per chi fotografa cambia tutto rispetto a una sala. Un vicolo largo tre metri non ha luce laterale, ce l'ha dall'alto, come un pozzo. La pietra calcarea rimanda il sole addosso alle persone e funziona da pannello riflettente naturale. Le distanze si accorciano: si lavora vicini, con obiettivi corti, dentro la scena invece che a bordo campo.
Lo studio è a Trani, in via Umberto 130, e questi paesi sono quelli in cui lavoriamo da trent'anni. Nel nostro archivio la categoria castelli e borghi conta 17 scatti selezionati, e il metodo è lo stesso che trovate nella pagina sul matrimonio al castello in Puglia, dove la pietra è la stessa e i vincoli si somigliano.
Che cosa vuol dire fotografare in controluce?
Nel vicolo la sorgente di luce è la striscia di cielo sopra le vostre teste. A fine giornata, quando il sole scende in fondo alla strada, conviene mettersi di fronte: si accendono i contorni, i capelli, il bordo del velo, e lo sfondo diventa una macchia luminosa. Quello è il controluce, e va esposto sui volti, mai sul cielo, altrimenti restano due sagome nere.
L'altro momento buono è il contrario di quello che immaginate: mezzogiorno. In piazza, a mezzogiorno, la luce è dura e le ombre cadono sotto gli occhi. Nel vicolo il sole non arriva a terra e resta solo la luce diffusa che rimbalza sulla pietra. In agosto, tra le 12 e le 15, le strade strette sono il posto più fotografabile del paese.
Sono scelte di metri e di minuti: si guarda dove finisce l'ombra, ci si sposta di due passi, si aspetta che passi un motorino. Il resto è quello che facciamo sempre, il racconto della giornata mentre accade, senza pose costruite.
Quando conviene entrare nel borgo?
Mai per un'ora. Venti o trenta minuti bastano, e sono minuti che gli invitati non sentono: ci si sfila durante l'aperitivo o subito dopo la cerimonia, e si torna prima che qualcuno se ne accorga.
L'orario dipende dalla stagione, e nei borghi più che altrove. Da giugno ad agosto il momento è dopo le 18:30, quando il sole si abbassa e la pietra prende colore. Da novembre a febbraio bisogna anticipare parecchio: tra case alte il sole sparisce già alle 15, 30, e alle 16:30 avete una luce blu che va bene per due scatti e non regge per venti.
Il vantaggio è che nel borgo non si prende l'auto. Si attraversa a piedi in dieci minuti, si passa dalla piazza al vicolo al belvedere senza spostamenti. Nella scaletta della giornata è la mezz'ora che rende di più, e va decisa prima, non davanti al portale della chiesa.

Quattro cose da sistemare prima del giorno
Nessuna è complicata, tutte fanno risparmiare tempo.
Scarpe e basoli
I basoli lucidi e i ciottoli sconnessi non perdonano i tacchi sottili. Un paio comodo in borsa serve per gli spostamenti: si cambia in trenta secondi e non si vede in nessuna fotografia.
Mercati, feste, cantieri
Chiedete al comune se quel giorno la piazza ospita un mercato, una processione o un cantiere. Capita più spesso di quanto sembri, e un banco di frutta davanti al portale cambia i piani a tutti.
Le persone che abitano lì
Nei vicoli c'è chi stende, chi scarica la spesa, chi prende il fresco sulla sedia. Non li mandiamo via: fanno parte del posto e spesso migliorano lo scatto. Basta un saluto e un permesso chiesto bene.
Il vento incanalato
Tra due file di case il vento accelera. Il velo si alza da solo e a volte è un regalo, altre volte copre il viso della sposa. Sapere da che parte tira decide da che parte ci mettiamo noi.

E se la casa di famiglia sta nel centro storico?
Succede spesso: la sposa si prepara a casa dei genitori, dentro il borgo, in una stanza di tre metri per quattro con una finestra sola. Non è un problema, è un vantaggio. Quella finestra è la luce migliore della giornata, morbida e direzionale, e lo spazio stretto obbliga tutti a stare vicini: le fotografie vengono intime perché lo sono davvero.
Poi c'è l'uscita di casa, che nei paesi è un piccolo evento: i vicini sulla soglia, i balconi aperti, il parente che riprende con il telefono. Sono i due minuti più veri della mattina, e vanno fotografati dalla strada, non dall'ingresso, per tenere dentro tutto.
Ai preparativi arriviamo presto e restiamo fino alla festa: il modo in cui costruiamo la giornata insieme a voi è spiegato in come lavoriamo, passo per passo.
Quali borghi della BAT vale la pena mettere in scaletta?
Trani è il più comodo di tutti, perché centro storico, porto e Cattedrale stanno dentro lo stesso quadrato di cinquecento metri, e il quartiere della Giudecca, con le strade strette e le facciate chiare, è a due minuti dal mare. Se vi sposate in Cattedrale il borgo ve lo ritrovate già intorno: come lavora la luce lì lo raccontiamo nella pagina sul matrimonio alla Cattedrale di Trani.
Barletta ha il borgo antico che si stringe attorno al castello e finisce sul lungomare: pietra chiara e mare nella stessa passeggiata, senza risalire in auto. I punti dove ci fermiamo e a che ora li abbiamo elencati nell'articolo sulle foto di matrimonio a Barletta.
Salendo verso l'interno cambia il carattere. Minervino Murge guarda il Tavoliere dall'alto, Spinazzola e Canosa hanno un impianto più severo e meno consumato dal turismo, con scorci che quasi nessuno usa. Sono paesi a mezz'ora di macchina dalla costa, e stanno bene in una giornata che comincia con un matrimonio ad Andria e finisce in campagna.
Domande frequenti sul matrimonio nei borghi
Serve un permesso per fotografare nei vicoli?
Per il servizio di un matrimonio, di norma no: si sta in strada, si passa, non si occupa suolo pubblico. I permessi servono se si vuole chiudere un tratto o piazzare attrezzature ingombranti, cosa che noi non facciamo. Per il drone il discorso è diverso: nei centri abitati si vola solo dove le regole lo consentono, e la verifica la facciamo noi prima.
Quanto tempo togliamo agli invitati?
Venti o trenta minuti. Nella scaletta li mettiamo dove pesano meno, di solito durante l'aperitivo, e il tragitto a piedi lo calcoliamo dentro quel blocco. Se il borgo è lo stesso della cerimonia non si perde nemmeno il tempo dello spostamento.
E se piove?
Nei borghi si continua a lavorare. Archi, portici, androni e soglie coprono abbastanza da restare all'asciutto, e la pietra bagnata riflette lampioni e insegne: alcune fotografie nascono proprio così. Il piano B lo decidiamo la mattina, guardando le previsioni ora per ora, e ve lo diciamo prima di uscire.
Vi sposate in un borgo della BAT?
Diteci quale e in che mese: vi rispondiamo con gli orari giusti e i punti dove ci fermeremmo. WhatsApp +39 347 717 3992, studio 0883 588902.





