
Un matrimonio con la pioggia non è un matrimonio rovinato
Il piano B
La telefonata del giovedì
Succede quasi sempre di giovedì. Le previsioni girano, sul giorno del matrimonio compare l'icona con le gocce e arriva il messaggio: e adesso?
Vi diciamo subito come stanno le cose. In trent'anni di matrimoni abbiamo fotografato sotto la pioggia più volte di quante ne ricordiamo, e nessuna di quelle giornate è finita male. Cambiano i luoghi, cambia l'ordine delle cose, cambia il colore delle fotografie. Non cambia il racconto.
Quello che segue è il piano B che teniamo pronto: cosa guardiamo davvero nelle previsioni, cosa vi chiediamo di procurare e cosa succede in concreto dalla mattina alla sera.
Che cosa cambia davvero quando piove?
La prima cosa che cambia è la luce, e cambia in meglio più spesso di quanto crediate. Un cielo coperto è una fonte di luce enorme e uniforme: niente ombre dure sotto gli occhi, niente bianco bruciato sull'abito, colori pieni. Le fotografie fatte sotto un cielo grigio hanno una morbidezza che il sole delle due non vi darà mai.
La seconda cosa che cambia è dove si scatta. Spariscono il prato, i campi, la passeggiata lunga. Restano i portici, gli ingressi, le sale con le vetrate, il sagrato coperto, le scale interne, un ombrello grande in mezzo a una strada bagnata che riflette le luci.
La terza è il ritmo. Con la pioggia ci si sposta meno e si sta più vicini, e questo produce immagini diverse: più raccolte, più fisiche, con più contatto tra le persone. È un tipo di fotografia che il bel tempo non produce.
Il piano B in quattro mosse
Nessuna richiede di cambiare la data e nessuna costa molto.
Due ombrelli grandi, chiari, a tinta unita
Trasparenti no: la plastica riflette e mette un velo sul viso. A fantasia nemmeno: il colore si stampa sulla pelle e va tolto foto per foto. Due ombrelli bianchi o avorio, larghi abbastanza da starci in due, si trovano ovunque e restano in mano per buona parte della giornata.
Un punto coperto vicino all'uscita della chiesa
L'uscita è il momento più esposto: riso, abbracci, tutti fuori insieme. Se c'è un portico o un ingresso a dieci metri ci spostiamo lì e la scena si fa lo stesso, con tutti più stretti e più allegri del previsto.
Una stanza con una finestra grande in location
Serve un punto al chiuso con luce naturale per i ritratti di coppia. Non deve essere elegante, deve avere una finestra. Chiedetelo alla location durante il sopralluogo: spesso c'è già e non ci pensa nessuno.
Venti minuti di margine nella scaletta
Con la pioggia gli spostamenti si allungano e i tacchi non aiutano. Venti minuti in più tra cerimonia e ricevimento sono la differenza tra una giornata serena e una corsa continua.

Perché una città di pietra aiuta quando piove?
Trani è fatta di pietra e di archi, e con la pioggia questo diventa un vantaggio concreto. Il sagrato, le arcate, i vicoli stretti del centro, i portoni profondi: sono tutti posti in cui si sta al riparo e si fotografa bene, a pochi passi da dove siete già.
Dentro le chiese non cambia quasi nulla: la luce entra dalle stesse finestre, semplicemente è meno forte. Si lavora con obiettivi luminosi e senza flash durante il rito, come facciamo in qualsiasi stagione.
Sulla Cattedrale di Trani abbiamo una pagina dedicata, con la luce delle varie ore e i punti da cui si scatta.
E se piove solo per due ore?
È lo scenario più frequente in Puglia. Non piove tutto il giorno, piove a scrosci: un'ora forte, poi si apre. Per questo il piano B non è un piano alternativo, è un piano parallelo: si tiene pronto e si usa a pezzi, mezz'ora alla volta.
In pratica significa guardare il radar, non le previsioni generiche. Le mappe della pioggia si leggono a mezz'ora di distanza e dicono se conviene uscire adesso o aspettare venti minuti. Quel giorno lo facciamo noi: voi non dovete pensarci.
E se si apre dopo un temporale, si esce di corsa. Il cielo dopo la pioggia ripaga l'attesa: nuvole rotte, luce bassa che passa da sotto, strade che riflettono. Sono le fotografie che poi finiscono sulla copertina dell'album.
Il video sotto la pioggia: cosa si perde e cosa si guadagna
Chi gira anche il video di matrimonio ha un vincolo in più: le attrezzature non amano l'acqua e il drone, con la pioggia, resta a terra. Non è una cosa da nascondere, è una cosa da dirvi prima.
Quello che si perde sono le riprese aeree. Quello che si guadagna sono gli interni, i riflessi sull'asfalto, il rumore della pioggia sotto un portico, che nel montaggio funziona meglio di quanto immaginiate.
Se avete scelto foto e video insieme, per esempio con lo Smart Wedding, il giorno di pioggia è quello in cui lavorare in due si sente di più: uno resta con voi al coperto, l'altro va avanti a preparare il punto dove ci sposteremo.

Le domande che arrivano quando cambia il meteo
Se piove, si può rifare il servizio di coppia un altro giorno?
Il matrimonio non si ripete, e in genere non serve: con la pioggia cambiano i luoghi, non il racconto, e le fotografie del giorno restano tutte. Se avete in mente qualcosa di diverso, parlatene con noi prima del matrimonio e vediamo insieme cosa è possibile.
Il drone vola sotto la pioggia?
No. Con pioggia o vento forte il drone resta chiuso, per sicurezza e per la qualità delle immagini. Se le riprese aeree contano molto per voi le sostituiamo con inquadrature da terra e, se il cielo si apre nel pomeriggio, ci riproviamo.
Cosa fate all'uscita dalla chiesa se sta diluviando?
Ci mettiamo dentro, non fuori. Fotografiamo l'uscita dal riparo del portale, con voi sotto l'ombrello e gli invitati stretti: è una delle immagini più belle che la pioggia produce. Il riso si lancia lo stesso, solo più vicino.
Allora tanto vale sposarsi d'inverno?
Non è così semplice. D'inverno piove più spesso ma la luce è buona per tutto il giorno; d'estate piove poco ma la luce di mezzogiorno è la più difficile dell'anno. Le due stagioni le abbiamo raccontate a parte, a partire dal matrimonio d'inverno in Puglia.
Il meteo non lo decidiamo noi. Tutto il resto sì.
Se la data si avvicina e le previsioni girano, scriveteci: rivediamo insieme gli orari e i punti al coperto.





