Gli sposi ombre muro pietra
Come lavoriamo

Quanto tempo chiediamo per le foto degli sposi, e perché

I minuti dei ritratti, contati

La domanda arriva sempre a fine riunione

«Quanto tempo vi serve per le foto?» La domanda arriva quasi sempre alla fine del primo incontro, quando la scaletta è già piena e i minuti liberi sono finiti. La risposta onesta è che ne bastano quaranta, che con un'ora si lavora bene, e che un'ora e mezza è un lusso che quasi nessuno si concede.

Ma il numero da solo non dice niente. Conta come sono distribuiti quei minuti, dove si sta e a che ora si esce. Quaranta minuti alle sette di sera a settembre valgono più di un'ora e mezza a mezzogiorno di luglio.

Che cosa succede dentro quei minuti?

I primi cinque non si fotografa quasi. Si cammina, si respira, si smette di pensare agli invitati che aspettano. È il tempo in cui vi togliete di dosso la posa: senza, le prime venti fotografie vengono tutte uguali e tutte rigide.

Dal quinto al trentesimo minuto si lavora sul serio: due o tre punti diversi, luce scelta, qualche indicazione minima su dove guardare e dove mettere le mani. Non chiediamo di sorridere a comando. Chiediamo di parlarvi, di camminare, di stare fermi un momento e basta.

Gli ultimi dieci minuti sono quelli che salvano il servizio. Quando siete stanchi di essere fotografati vengono fuori le facce vere, ed è lì che di solito nasce l'immagine che poi scegliete per l'album. Il modo in cui gestiamo questo blocco fa parte del metodo che trovate in come lavoriamo.

Abito della sposa mosso dal vento lungo un viale

Perché quaranta minuti sono il minimo?

Sotto i quaranta minuti si fa una cosa sola: un blocco di ritratti in un punto solo, con la luce che c'è. Si porta a casa, e in molti matrimoni è andata benissimo. Ma non c'è margine: se tira vento, se il velo si incastra, se arriva un parente con il telefono, quei minuti finiscono e non tornano.

Con un'ora si cambiano due ambienti, per esempio l'ombra di un viale alberato e poi l'aperto verso la luce bassa. Due ambienti significano due tipi di fotografia diversi nello stesso album, e un album che non sembra fatto tutto nello stesso quarto d'ora.

Sulla costa i conti cambiano ancora: per un matrimonio in spiaggia mettete in preventivo il vento, che rifà i capelli ogni due minuti, e la sabbia, che rallenta ogni spostamento.

Se poi il posto dei ritratti non è quello del ricevimento, aggiungete andata e ritorno per intero, più cinque minuti per rimettere a posto abito e capelli. Un trasferimento di dieci minuti costa in realtà mezz'ora.

Dove si scatta cambia i tempi

La costa è il caso limite: vento, sabbia e una luce che non perdona. Ogni posto ha il suo ritmo e il suo margine di errore.

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I quattro modi in cui quaranta minuti diventano venti

Nessuno di questi è colpa vostra. Tutti si prevedono la settimana prima, con la scaletta davanti.

Il trasferimento non contato

Andata e ritorno per intero, più i minuti per scendere dall'auto e risistemarsi. Dieci minuti di strada ne costano trenta: se il posto dei ritratti non è quello del ricevimento, va scritto come voce a sé.

L'abito e i capelli

Dopo l'uscita dalla chiesa il velo è storto, il trucco va ripreso, le scarpe hanno preso polvere. Sono cinque minuti che vanno messi in conto, non tolti ai ritratti.

Gli invitati che vi seguono

Se il gruppo vi accompagna, ogni scatto diventa una scena con pubblico e nessuno dei due si scioglie. Basta chiedere a un testimone di tenere le persone venti metri indietro: cambia le fotografie più di qualunque obiettivo.

La sala che vi richiama

Il maître ha i suoi tempi per i primi piatti e manda qualcuno a cercarvi. Se avvisate prima che uscite durante l'aperitivo, nessuno viene a interrompere e i minuti restano vostri.

Da dove si prendono questi minuti senza toccare la festa?

Il posto migliore è l'aperitivo. Dura di norma un'ora abbondante, gli invitati hanno da bere e da mangiare, nessuno vi cerca. Uscire venti minuti mentre l'aperitivo è in corso non lo nota nessuno, e a quell'ora la luce è quasi sempre la migliore della giornata.

Il secondo posto è prima della cerimonia, se il rito è tardo e non vi spaventa vedervi prima. Non è per tutti e va deciso a mente fredda: chi tiene al momento dell'ingresso in chiesa non deve farlo per forza.

Il terzo posto non esiste. Dopo la torta è buio, siete stanchi e la sala è piena: si fanno due scatti sulla pista, che sono un'altra cosa e vanno bene per quello che sono.

Se i minuti proprio non ci sono, l'alternativa vera è spostare i ritratti su un altro giorno. È quello che facciamo con il servizio prematrimoniale: senza orologio, senza invitati che aspettano, con il tempo di scegliere il posto e l'ora giusta.

E se il tempo lo mangia il ritardo?

Nella maggior parte dei matrimoni in ritardo, i primi minuti che saltano sono i nostri. Va bene, si stringe. Ma stringere ha un limite: sotto la mezz'ora il servizio degli sposi diventa una formalità e si vede.

Per questo lo diciamo prima, quando guardiamo insieme il programma: i ritratti vanno segnati come un blocco con un orario, esattamente come il taglio della torta. Se sono scritti si difendono; se sono «quando capita», non capitano. Come si costruisce quel blocco lo abbiamo raccontato parlando della scaletta del matrimonio e dei suoi orari.

Nel portfolio si vede la differenza fra un servizio girato in un punto solo e uno costruito su due o tre ambienti. Quello che non dipende dal cronometro sono i volti: quelli dipendono da quanto siete rilassati, e dieci minuti in più servono soprattutto a quello.

Sposi sotto un ulivo secolare in masseria

Le domande che ci fanno sui tempi

Quanti minuti servono davvero per le foto degli sposi?

Quaranta minuti sono il minimo per un servizio dignitoso in un solo luogo. Con un'ora si cambiano due ambienti e si lavora senza fretta. Un'ora e mezza serve se avete previsto un trasferimento o volete più cambi di scenario. Sotto la mezz'ora si porta a casa il compitino.

Si possono fare le foto degli sposi prima della cerimonia?

Sì, e d'estate spesso è la scelta migliore, perché libera tutto il tardo pomeriggio. L'unico prezzo è che vi vedete prima dell'altare. Se per voi quel momento conta, si tiene il programma classico e i minuti si recuperano durante l'aperitivo.

Gli invitati devono aspettarci mentre facciamo le foto?

No, ed è il punto. I ritratti si fanno mentre gli invitati sono impegnati, di solito durante l'aperitivo. Se invece tutta la sala vi aspetta seduta, quei venti minuti diventano un peso e si vede anche nelle fotografie: si scatta di corsa e si guarda l'orologio.

Quanti scatti escono da quaranta minuti di ritratti?

Il numero non è il criterio giusto. Da un blocco ben fatto restano poche immagini che useremo davvero: quelle grandi dell'album e quelle che stampate. Il resto è materiale di passaggio, utile a arrivarci. Chiedere più minuti serve ad avere più possibilità, non più file.

Guardiamo insieme dove stanno i vostri quaranta minuti

Portateci la scaletta, anche in bozza. Si capisce subito se il tempo c'è o se va tolto da qualche altra parte.