
La scaletta del matrimonio e i suoi orari, visti dal fotografo
Trent'anni di giornate cronometrate
La scaletta serve a sapere dove si recupera
In trent'anni e oltre 5.000 matrimoni documentati abbiamo visto centinaia di scalette. Quasi nessuna è stata rispettata al minuto, e va bene così. La scaletta non serve a incastrare la giornata in una griglia: serve a sapere in anticipo dove si può recuperare quando qualcosa slitta. E qualcosa slitta sempre.
Qui trovate come ragioniamo sugli orari dal punto di vista di chi poi deve portare a casa le fotografie: quanto tempo chiediamo per ogni momento, dove si perdono i minuti senza accorgersene, quali due o tre decisioni cambiano il risultato. Il metodo per intero lo trovate nella pagina come lavoriamo.
Perché gli orari sono un problema di luce, non di orologio?
Il sole non tratta. Se la cerimonia finisce con la luce ancora alta, i volti hanno ombre nette sotto gli occhi e il bianco dell'abito rischia di bruciare. Se finisce troppo tardi, i ritratti degli sposi si fanno con il buio addosso, con luci artificiali che vanno decise prima e portate sul posto.
In Puglia questo cambia moltissimo fra giugno e ottobre. D'estate il sole cala tardi e l'ora buona per i ritratti arriva quando il ricevimento è già cominciato: si esce dieci minuti dalla sala, si scatta, si rientra. In autunno succede il contrario: con la cerimonia alle 17 si finisce quasi al buio, e le foto degli sposi vanno anticipate.
Per questo la prima domanda che facciamo non è «a che ora vi sposate», ma «a che ora finisce la cerimonia». Da lì si costruisce tutto il resto. Se non avete ancora un'idea dei costi, il punto di partenza è la pagina dei prezzi del matrimonio, dove la fascia da 1.500 a 3.000 euro è scritta chiara.

Da che ora comincia la giornata per noi?
Ai preparativi arriviamo prima di quanto immaginiate. Non per riprendere il phon: servono minuti tranquilli per fotografare l'abito appeso, le scarpe, le fedi, la stanza con la luce che entra dalla finestra. Sono le immagini che aprono l'album e si possono fare solo quando in casa non c'è ancora nessuno.
Poi arrivano truccatrice, parrucchiere, la mamma, le sorelle, il bouquet, e la stanza si riempie. Da quel momento si lavora di reportage. Il conto pratico: per i preparativi della sposa chiediamo di norma un'ora e mezza, meglio due se la casa è piccola o se c'è molta gente.
Per lo sposo serve meno tempo, ma saltarli è un errore: sono i minuti in cui è più sé stesso. E se le due case sono lontane, il trasferimento va scritto nella scaletta. Un quarto d'ora di traffico non previsto sposta tutto il resto della giornata.
Gli orari su cui ci mettiamo sempre d'accordo
Non sono regole. Sono i punti in cui, per esperienza, la scaletta si rompe.
Arrivo ai preparativi
Da un'ora e mezza a due ore prima dell'uscita di casa della sposa. Con una sola ora, i dettagli e il momento dell'abito si perdono.
Uscita di casa
Metteteci dieci minuti in più di quelli che pensate. Fra saluti, foto con i parenti e l'auto che tarda, dieci minuti spariscono da soli.
Ingresso in chiesa
Il ritardo della sposa è tradizione, ma oltre il quarto d'ora comincia a mangiare il tempo dei ritratti, non quello di chi celebra.
Uscita degli sposi e riso
Cinque minuti veri, ma vanno fatti in un punto dove la luce non sia alle spalle. Ce ne accorgiamo prima e ve lo diciamo.
Trasferimento al ricevimento
Tempo di percorrenza più venti minuti. Le auto degli invitati partono tutte insieme e su certe strade della costa non si passa.
Taglio della torta
Chiedete alla sala l'orario indicativo e riferitecelo. Se cade mentre siamo fuori per i ritratti, uno dei due momenti si perde.
Quanto tempo lasciare per gruppi e ritratti?
Sono due blocchi diversi e vanno segnati separati sulla scaletta. I gruppi di famiglia si fanno subito dopo l'uscita, con la lista già pronta: senza lista si allargano a mezz'ora abbondante e mangiano il resto. Come si preparano lo abbiamo raccontato nelle foto di gruppo al matrimonio.
I ritratti degli sposi sono un'altra cosa: quaranta minuti sono il minimo, un'ora è il numero giusto. Ne abbiamo scritto a parte, con i minuti contati: quanto tempo per le foto sposi serve davvero e da dove prenderlo senza toccare la festa.
Chi si sposa alla Cattedrale di Trani ha un vantaggio e uno svantaggio nello stesso posto: spazio davanti al mare quanto ne volete, e nessuna ombra. L'uscita e i gruppi vanno orientati in base a dove batte il sole a quell'ora, e si decide prima, non sul sagrato con duecento persone che aspettano.
Dove si recuperano i minuti persi?
Se la giornata è indietro di mezz'ora, si recupera al ricevimento, non in chiesa. L'aperitivo si accorcia, il taglio della torta si anticipa, il primo ballo si sposta. Sono cose che la sala fa tutti i giorni: basta avvisare chi la dirige appena si capisce che si è in ritardo.
Quello che non si recupera è la luce. Per questo, quando vediamo che il ritardo si accumula, la prima cosa che vi chiediamo è di rubare dieci minuti per i ritratti finché il sole c'è ancora. Dieci minuti in mezzo all'aperitivo non li nota nessuno; un'ora di buio si vede invece in ogni fotografia.
Poi la sera è un'altra fotografia: luci calde, la pista, le facce vere quando nessuno si guarda più. È la parte della giornata in cui la scaletta finalmente non serve più a niente.

Domande che ci fanno sempre sugli orari
A che ora deve arrivare il fotografo il giorno del matrimonio?
Dipende da dove comincia la giornata. Se fotografiamo i preparativi della sposa arriviamo da un'ora e mezza a due ore prima dell'uscita di casa. Se nel preventivo c'è il secondo operatore, parte dai preparativi dello sposo e ci si ritrova in chiesa; altrimenti si sceglie insieme quale delle due case coprire. Gli orari esatti si fissano quando la scaletta è quasi chiusa.
Quanto dura in media la cerimonia?
Una messa con rito nuziale sta di norma fra i quaranta e i sessanta minuti; un rito civile o simbolico anche in venti. Chiedetelo a chi celebra e scrivetelo nella scaletta: è il dato che sposta tutto il pomeriggio, compresa l'ora dei ritratti.
Chi decide la scaletta, gli sposi o il fotografo?
La decidete voi, insieme alla sala e a chi celebra. Noi la leggiamo e vi diciamo dove ci sono buchi o incastri impossibili, con gli orari della luce alla mano. È una revisione, non un'imposizione: il giorno è vostro e gli invitati sono i vostri.
Si possono togliere le foto di gruppo per guadagnare tempo?
Si può, e in qualche matrimonio si è fatto. Ma i gruppi sono le fotografie che nonni e zii vi chiederanno per anni. Meglio ridurre la lista a sei o sette scatti e chiuderla in venti minuti, piuttosto che cancellarla.
Mandateci la vostra scaletta, la guardiamo insieme
Bastano la data, la chiesa e la sala. Ve la rileggiamo e vi diciamo dove il tempo non torna: è il primo pezzo di lavoro che facciamo insieme.





